Johnny Depp può tirare un sospiro di sollievo.
Giovedì scorso, un giudice della Corte Superiore di Los Angeles ha emesso una sentenza che ha annullato molte delle accuse rivolte contro Depp in una causa originata da un presunto incidente avvenuto al concerto di Iggy and The Stooges all’Hollywood Palladium del dicembre 2011.
Nella causa, inoltrata in aprile, una donna disabile dichiarava che le guardie del corpo di Depp l’avessero maltrattata e umiliata al concerto.
Comunque, una sentenza emessa dal giudice Michael Johnson ha annullato molte delle accuse.
La sentenza ha inoltre stabilito che la querelante (registrata come Jane Doe nella prima versione della denuncia) dovrĂ rivelare la sua identitĂ nel caso il processo si dovesse protrarre.
Johnson ha citato una legge la quale stabilisce che la denuncia includa “il nome di entrambe le parti”, a meno che la parte anonima sia a rischio di ritorsione, o che la questione sia “di natura delicata e strettamente personale”, o che la parte possa essere costretta a riconoscere l’intenzione di assumere un comportamento illegale. Johnson che nessuno di questi criteri è applicabile al caso corrente.
Johnson ha annullato anche le accuse rivolte contro Depp di aver fatto un’assunzione disattenta e di essere stato di parte per il fatto che la querelante non è in grado di dimostrare che Depp fosse responsabile in prima persona dell’ingaggio delle guardie del corpo in questione.
Il giudice ha inoltre sostenuto che la denuncia di afflizione di danni morali della querelante non sia da ritenersi valida in quanto la querelante “non ha presunti legami o doveri che sono indispensabili per tale accusa”.
Per fortuna di Depp, il giudice ha annullato la richiesta di risarcimento danni, poichĂ© l’accusa non può stabilire che ci fosse alcuna conoscenza o autorizzazione riguardo il comportamento delle guardie. (La societĂ finanziatrice del conccerto Live Nation, anch’essa citata in giudizio, si è battuta per evitare il risarcimento danni, con Depp unitosi alla parte).
Il giudice ha concesso 20 giorni alla querelante per presentare una rettifica con il suo vero nome e correggere le mancanze nella richiesta riportate nella sentenza.
Nonostante la denuncia fosse stata compilata anonimamente, TMZ ha precedentemente identificato la donna come Robin Eckert.
Andrew Brettler, un legale della Lavely & Singer che ha lavorato sul caso con l’avvocato di Depp, Singer appunto, ha dichiarato che la sentenza di giovedì ha rappresentato “un’importante vittoria” per l’attore.
“Oggi è il giorno di un’importante vittoria per Depp” ha detto Brettler “L’accusatrice, Robin Eckert, dovrĂ fare causa usando il suo vero nome e non potrĂ nascondersi dietro i panni dell’anonimato piĂą oltre”.
La Eckert (la quale, secondo l’accusa, soffre di fibromialgia ed è costretta a camminare con un bastone da passeggio o un altro supporto) sostiene che la security di Depp l’abbia particolarmente maltrattata nella zona vip del Palladium, cingendola in un abbraccio violento, bloccandole i polsi e strappandole l’i-phone dalle mani, un dito alla volta.
L’accusa va avanti a sostenere che le guardie del corpo l’abbiano ammanettata e l’abbiano trascinata per l’edificio finchĂ© non le si sono sfilati i pantaloni dai fianchi “esponendo le sue natiche allo sguardo degli altri avventori dell’Hollywood Palladium”.
Infine, l’accusa sostiene, le guardie del corpo di Depp, avrebbero trascinata per svariati gradini e dopodichĂ© gli impiegati dell’Hollywood Palladium l’avrebbero buttata fuori dal luogo dell’evento.
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